Con l’inizio di aprile, i toni del conflitto si sono inaspriti: dopo le pesanti minacce di Trump sono seguiti l’annuncio di una tregua e l’inizio dei negoziati, che però non hanno per il momento portato a risultati concreti. La manifestazione della volontà di entrambe le parti di iniziare una trattativa ha innescato un robusto rialzo sulle borse mondiali, che ha cancellato la correzione del mese precedente.
Lo stretto di Hormuz resta il vero driver macroeconomico globale: ogni giorno di blocco implica circa 11 milioni di barili di petrolio fuori dal mercato, aumentando l’incertezza sugli esiti del conflitto, le aspettative di inflazione attesa e peggiorando il sentiment di consumatori e produttori…